Juventus, la situazione finanziaria

Juventus, la situazione finanziaria

Ieri la Juventus Fc ha fatto i conti del primo semestre dell’esercizio 2020/2021, e ha pubblicato questo comunicato:

“Il Consiglio di Amministrazione di Juventus Football Club S.p.A., riunitosi oggi, mediante mezzi di telecomunicazione, sotto la Presidenza di Andrea Agnelli, ha approvato la Relazione Finanziaria Semestrale al 31 dicembre 2020. Nel dettaglio, l’incremento della perdita del primo semestre dell’esercizio è sostanzialmente imputabile a minori ricavi per 64 milioni di euro, correlati a minori proventi da gestione diritti da calciatori (55 milioni) e agli effetti direttamente imputabili alla pandemia sui ricavi da gare e da vendite di prodotti, licenze e altri (39 milioni complessivi).

Tali effetti negativi  sono stati in parte compensati da maggiori proventi per diritti radiotelevisivi (27 milioni, correlati al maggior numero di partite di Campionato disputate nel semestre in esame). Il patrimonio netto del Gruppo al 31 dicembre 2020 è pari a 125,5 milioni, quasi dimezzato rispetto ai 239 milioni di euro del 2019/20. In calo invece a 357,8 milioni l’indebitamento finanziario netto (pari a 385,2 milioni al 30 giugno 2020)”.

Prima di analizzare più dettagliatamente la situazione Juventus, per meglio capire quanto devastante sia stato l’impatto della pandemia di COVID-19 sul calcio, è utile osservare gli indicatori delle performance finanziarie dei club campioni in carica dei sei campionati europei più importanti. Kpmg ha analizzato i conti dei campioni della stagione 2019/2020, sono Liverpool, Bayern Monaco, Porto, Real Madrid, Juventus e Psg. Tutte e sei le squadre hanno fatto registrare flessioni importanti dei propri ricavi.

Parliamo dei ricavi operativi, quindi al netto dei trasferimenti dei calciatori. Il Bayern Monaco ha visto una flessione del 3%, ma nonostante ciò ha ottenuto un utile netto, se anche modestissimo (5,9 milioni di Euro). Stessa cosa il Real Madrid ma in questo caso l’utile è ancor più insignificante (300.000 Euro). Real che comunque occupa il primo posto per ricavi con 681,2 milioni di Euro, nonostante un calo del 22% rispetto allo scorso anno. Il Porto fa registrare la perdita più consistente dei ricavi operativi, il 50%, mentre il Paris Saint Germain soffre del calo maggiore in valore assoluto (-95,4 milioni di Euro). Il Liverpool, nonostante la forte crescita di ricavi commerciali (+14%, la migliore registrata), ha visto i ricavi operativi decrescere dell’8%.

E la Juventus? I bianconeri fanno -13% sui ricavi operativi. Si passa dai 464 milioni di Euro dell’anno precedente ai 401,4 milioni del 2019-2020. Stabili i ricavi commerciali che sono la principale entrata del club, pesano però i mancati ricavi ottenuti dai matchday e l’eliminazione precoce dalla Champions League (ottavi). Juventus e Bayern Monaco sono state anche le uniche in grado di ridurre costi relativi agli stipendi di calciatori e staff (13% Juventus, 6% Bayern), anche grazie ad accordi con i propri tesserati. Al contrario, sono aumentati i costi di Real Madrid (+4% per un totale di 411 milioni di Euro) e PSG (+10%, il più alto valore percentuale, causato soprattutto dai salari dei nuovi acquisti e dall’elevata tassazione francese sugli stipendi più elevati).

Da questo studio è possibile dedurre alcune importanti considerazioni: la crisi ha colpito tutti, i ricavi operativi sono calati per tutti i club. Con la sospensione/rinvio/cancellazione di molte partite e le restanti giocate a porte chiuse, il reddito del matchday ha rappresentato la perdita maggiore per tutti i club ad eccezione del Porto (sul quale pesano altre voci). Anche i ricavi televisivi sono diminuiti per tutti i club. L’Uefa ha giocato un ruolo importante nel sostegno ai club, Bayern e Psg sono arrivate in finale, e hanno perso solo il 4% dei ricavi televisivi, mentre il Porto uscito ai gironi ha perso il 63%.

Andiamo alla Juventus. 13% la perdita dei ricavi. Nello specifico, -31% ricavi per matchday che corrispondono a -49.60 milioni di Euro, -19% ricavi televisivi che corrispondono a -43.03 milioni di Euro. Il dato stabile è quello relativo alle entrate commerciali, che restano intorno ai 185 milioni di Euro e rappresentano il 46% dei ricavi operativi totali. La Juve ha poi risparmiato il 13% sui salari, grazie agli accordi coi tesserati, e registrato un utile sulla cessione di calciatori pari a 166.5 milioni di Euro che ha permesso parzialmente di mitigare gli effetti del Covid-19. Ma tutto questo era relativo alla stagione 2019/2020. Il primo semestre della stagione in corso fa registrare un ulteriore tonfo. Le perdite passano da -50.3 milioni di Euro della precedente semestrale si passa ai -113.7 milioni di Euro attuali. I ricavi da 322.3 milioni di Euro della precedente semsetrale, primo anno di impatto del Covid-19, a 258.3 milioni di euro attuali. Fa riflettere anche il dato sul dimezzamento del patrimonio netto. L’aumento delle perdite è determinato ancora una volta dai mancati ricavi, esattamente come nel precedente esercizio, con l’aggravante derivata dal fatto che la stagione è iniziata con la pandemia in atto e gli stadi sono sempre stati chiusi. Sono anche leggermente aumentati i costi, da 250 milioni di Euro a 263.4 mentre è in calo l’indebitamento netto.

Facendo un confronto coi top club d’Europa non ci sono grandi differenze, eccetto il fatto che alcuni club particolarmente virtuosi stanno limitando meglio le perdite grazie alla crescita dei ricavi commerciali. Prima della pandemia il dato era in crescita anche per la Juventus, che si trovava all’inseguimento delle cifre dei grandi d’Europa, dopo c’è stato un arresto. Una voce del comunicato della Juventus che preoccupa molto i tifosi è la seguente: “la società potrebbe far ricorso ad operazioni di cessione di diritti alle prestazioni sportive di calciatori”. Una frase che suona come aria di smobilitazione, tuttavia non è esattamente così.

Ci dimentichiamo infatti che esistono voci confortanti, i flussi positivi della gestione operativa (+16.2 milioni, originati anche da una tempistica particolarmente favorevole di incassi e esborsi), gli incassi per il player trading (+46.2 milioni netti). L’indebitamento netto al 31 dicembre 2020 ammonta a 357.8 milioni contro i 385.2 milioni al 30 giugno 2020, con un miglioramento di 27,4 milioni. Poi c’è la patrimonializzazione del gruppo (al 31 dicembre 2020 il patrimonio netto ammonta a € 125.5 milioni), e la capacità di far fronte ai propri impegni finanziari mediante la liquidità ottenuta con finanziamenti e/o utilizzando gli affidamenti bancari disponibili. 

In più, oltre quella frase che suona così sinistra, ce ne sono altre magari non riportate con uguale puntiglio dai media: “Nonostante il difficile contesto generale, gli amministratori hanno valutato che non sussistano significative incertezze con riferimento all’utilizzo del presupposto della continuità aziendale” è infatti la conclusione del comunicato. Certo è che probabilmente ci sarà da rivedere l’intero sistema-calcio europeo per poter proseguire, e anche le voci relative agli ingaggi e ai costi dei cartellini andranno riviste. E sicuramente il prossimo mercato estivo sarà ancor più del precedente, improntato su scambi, operazioni a basso costo e certamente qualche cessione importante.

Qui è possibile visualizzare e scaricare l’intero report di Kpmg Benchmark (in lingua inglese).