Psg-Bayern, la partita dell’anno

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Quella appena conclusa non è stata una partita, ma un’ode al calcio. Psg-Bayern è (e resterà probabilmente fino alla fine del torneo) la partita più bella di questa edizione della Champions, ma anche la partita dell’anno in assoluto.
Sono quelle gare che da una parte ti riconciliano col calcio, per la bellezza incredibile dello spettacolo in campo, dall’altra ti segano le gambe quando pensi alla Serie A, e anche alla nostra Juventus. Il nostro livello è lontano in modo siderale da quello lì. È come vedere una partita di basket di una qualsiasi massima serie, e poi l’Nba. Sono due sport diversi. La Juve sembra davvero piccolissima dopo una partita come queste, ma c’è di più.

Oltre ai problemi intrinsechi della nostra squadra c’è un problema di fondo ancor più grosso che è un fatto culturale e riguarda proprio il calcio italiano. L’Italia è difatti dominata da una mentalità di un certo tipo, non alludo solo a quella tipicamente difensivista, ma anche a quella della furberia, del braccino corto, del proprio orticello, della convenienza, del minimo indispensabile.
Poi vedi una gara come questa giocata per 94 minuti ad intensità e velocità sconosciute nei nostri campi, senza continue interruzioni, falli e falletti tattici, perdite di tempo e atteggiamento al risparmio.
Una galleria di talenti che si spendevano al massimo delle proprie possibilità, ciascuno con le proprie qualità e diversità, con un numero di duelli e uno-contro-uno impressionante.

Solo Keylor Navas ha osato al 93′ perdere un po’ di tempo negli ultimi due rinvii, ma la sua squadra, il Psg che con lo 0-1 era qualificato, continuava a spingere, attaccare e giocare nella metà campo avversaria.
Insomma una distanza che è siderale non solo per il livello del gioco, dei giocatori, del’intensità e lo spettacolo che è la rappresentazione pura di ciò che più amiamo nel calcio, ma anche una distanza culturale che è così profonda da sembrare incolmabile. Ultima nota lieta è anche quel famoso fairplay tanto nominato spesso a sproposito, che in questo caso si rappresenta in maniera semplice e cristallina, con i giocatori del Psg che vanno a salutare e abbracciare gli avversari e campioni che hanno appena battuto.
Grazie di cuore ad entrambe le squadre per tutto quanto ci hanno regalato in questa fresca serata d’aprile.