Endgame Sampdoria-Juventus

Endgame Sampdoria-Juventus

Bene bene, siamo tornati! La partita non si dovrebbe commentare per il livello di oscenità che ha raggiunto, ma tocca farlo, e quindi eccoci qui. Qualsiasi punto di vista si voglia prendere in esame, è stato un incubo, statistiche e numeri compresi. Ne cito solo una: Opta ci dice che nel primo tempo Vlahovic ha toccato 3 palloni, meno di qualsiasi altro giocatore portieri inclusi. E non è che vada molto meglio nel secondo, dove raggiunge la straordinaria vetta di 9!

Locatelli ha fatto forse la sua peggiore partita da quando è alla Juve, ma non è il caso di prendersela con lui perché oltre ad essere fuori ruolo, il ragazzo altre volte si è adattato in quella posizione facendo molto meglio di ieri sera [o molto meno peggio se volete]. Non abbiamo mai fatto tre passaggi consecutivi, non siamo mai usciti con la palla, affidandoci costantemente al solito lancione, puntualmente atterrato tra le braccia di Audero.

Le posizioni dei calciatori in diversi frangenti sono surreali, e qualcuno particolarmente fantasioso è riuscito a vederci un dodecagono nello schieramento degli uomini in campo, con un buco nero in mezzo da fare concorrenza a quello nel centro della galassia di Andromeda. Giocando in undici era oggettivamente impossibile, tuttavia le immagini di quel poligono amorfo, a prescindere da quanti lati avesse, sono davvero divertenti e stanno giustamente facendo il giro del mondo.

I movimenti della squadra sono solo in due modi: inesistenti o raccapriccianti. E l’alternanza tra questi due pattern non sembra giovare. I cambi ci hanno mostrato un Miretti in palla e un Rovella che davanti alla difesa vale già due volte Locatelli, ma sono stati troppo tardivi, e quindi inutili. Abbiamo letteralmente gettato due punti a mare, contro una squadra clinicamente morta da una stagione, che è riuscita a fare un singolo tiro in porta in tutta la partita.

E poi c’è la cosa più bella: è lui, Massimiliano Allegri. Che a fine partita si dice contento perché non abbiamo preso gol, perché la squadra ha giocato una buona partita nel secondo tempo. Diventa sempre più la caricatura di sé stesso, incapace qualsiasi proposta di calcio, sempre nascosto dietro il suo ricco campionario di trollate d’autore, alle quali aggiunge nuove perle ogni settimana. Con quell’aria superficiale, di chi irride gli scienziati del calcio e la modernità tout court, perché le cose sono semplici ed erano meglio i cavalli delle automobili. Chapeau, mister!

P.S.: una cosa che mi riesce difficile immaginare anche sotto mescalina, è la dirigenza che di ritorno da Genova dopo aver assistito a questa partita dice: «Ci vuole Milik!».