Anteprima Juventus-Torino (-15)

Anteprima Juventus-Torino (-15)

Benvenuti alla partita più importante ecc. ma tanto per cambiare meno della prossima ecc., con una squadra che è molto preparata blablabla.
In 20 giorni, da qui fino alla sosta nazionali (qualificazioni Euro2024, il 23 marzo Italia-Inghilterra e il 26 Malta-Italia), la Juve si gioca l’ennesimo pezzetto della sua stagione, in parte senza sapere quale sia l’obiettivo: dopo il derby, domenica sera sarà il turno dell’impegnativa trasferta contro la Roma, quindi l’andata degli ottavi di EL in casa con il Friburgo, una pausa defatigante sempre tra le mura amiche con la Samp che proprio quel giorno si ricorderà di dover strenuamente lottare per la salvezza, per arrivare poi all’ultima partita di questo miniciclo di miniobiettivi tanto cari ad Acciuga con il ritorno in Germania.

Ringalluzziti dalla roboante prestazione oltralpe, guardiamo ancora una volta al derby come chiave di volta della stagione, quella partita che se la vinci poi cambia tutto (bei tempi). Purtroppo ultimamente la costante è stata che dopo una prestazione scintillante (spesso colpevolmente dimenticando la caratura dell’avversario) ci toccava ritrovare una Juve abulica e smemorata, senza voglia di sbattersi un po’ e incapace di ricordarsi come si faceva. Uniamo il tutto all’atmosfera della stracittadina, mescoliamo con un po’ di vecchio cuore granata, guarniamo con un paio di interventi killer nei primi minuti e il rischio di sorbirci il solito cocktail di mestizia, carogna e gol all’88esimo, è servito.

Per l’occasione il J|Cemetery si è quasi svuotato, anche se più che alla Continassa sembra di stare sul set di un Romero qualunque, con gente che al massimo deambula in cerca di un cervello non dico funzionante (oh, per i miracoli ci si sta attrezzando), ma almeno fresco. Pogba è arrivato puntuale all’obiettivo di accusare un problemino nel riscaldamento ed è quindi convocato, l’ottimismo di Acciuga arriva perfino a dire che avrebbe minuti nelle gambe!, così come Chiesa che però non dovrebbe partire titolare e perfino Bonucci, utile per l’assalto degli ultimi minuti («… pesa 500 chili e può sempre servire, calato dall’alto» – cit.), scalpita vabbe’, zoppica, a bordocampo.

L’assenza di quel genio di Locatelli è la grana attorno alla quale dotti medici e sapienti si stanno arrovellando da giorni in cerca di una soluzione. Che non sia quella di Paredes. Secondo i fuffaroli dovrebbe essere della partita Enzino Barrenechea, anche se Acciuga pare abbia testato anche Valdes Ngana e Adam Boufandar, ma i due sedicenni avevano il vizio di correre un po’ troppo per i gusti degli attempati compagni.
Chi è Barrenechea? Lo vidi le prime volte con l’U19 di qualche anno fa, la stagione in cui c’erano anche Miretti, Soulé & Co., e onestamente mi pareva una specie di trattorino col GPS staccato, transumava per il campo senza scopo né contezza di quello che stesse facendo. Poi un giorno ho detto ammazza che razza di partita mostruosa sta facendo questo, si sta magnando il centrocampo genoano a pizze focacce! Cinque minuti dopo gli è saltato il crociato. Vabe’. Rientrato dall’infortunio direttamente in U23 (da questa stagione ne è titolare inamovibile – il che non so quanto faccia curriculum), credo che per tipologia rappresenti l’ideale acciughiano di grande regista grosso mediano davanti la difesa: tanta legna, ancora più legnate.

Il toro arriva alla partita con i soliti quaranta infortunati, 37 dei quali recupereranno miracolosamente prima del fischio d’inizio. Jurić quest’anno ci sta mettendo più del solito a trovare la quadra, le 6 sconfitte nelle prime 13 partite (derby d’andata incluso) l’avevano messo un po’ sulla graticola, adesso viaggia un po’ più tranquillo ma con una squadra ancora da ri/trovare completamente, complici anche i grossi cambiamenti in rosa con gli addii di Bremer e Lukić e l’abbandono della vecchia guardia (Belotti su tutti, ma poi anche Ansaldi, Rincón) e l’infornata di nuovi profili da addestrare (tenevano però a farci sapere che Schuurs è meglio di Bremer).

Juventus in campo con:
Szczęsny; Danilo, Bremer, Sandro; Cuadrado, Fagioli, Paredes (un po’ non credo al panchinamento, che rappresenterebbe la definitiva bocciatura, ma un bel po’ lo faccio anche per scaramanzia), Rabiot, Kostić; Di Maria, Vlahović.
Torino a cercare un risultato positivo (la vittoria manca addirittura dall’aprile 2015 – l’ho detto, troppo tardi, mani a posto) con:
Milinković-Savić; Djidji, Schuurs, Buongiorno; Singo, Adopo, Linetty, Vojvoda; Mirančuk, Karamoh; Sanabria.

Niente, il pezzotto non parte e DAZN non risponde, quindi?
Quindi, poca roba. Forse è meglio se andate al pub, magari trovate qualcuno con cui fare a cazzotti. Se però il tempo è brutto e preferite il calduccio di casa, alle 21.25 su NOVE c’è Prometheus, di Ridley Scott, che è un prequel di quell’immortale capolavoro che è Alien. Un cast niente male, con Michael Fassbender, Noomi Rapace, Charlize Theron, Idris Elba e Guy Pearce in viaggio tra le galassie alla ricerca dell’origine del cortomuso. Non è ovviamente paragonabile al capostipite della saga, ma è comunque un film che si lascia guardare.
Altrimenti su Cielo al posto del solito film finto zozzo della settimana c’è Limitless, filmetto mediocre con un mezzo fallito Bradley Cooper che scopre nell’armadietto di Agricola l’ultima provetta della pozione magica e in breve diventa intelligentissimo e ricchissimo, mentre viene inseguito dal mafioso russo Chinétzov. Una cagata vera, alle 21.15.