Anteprima Juventus-Napoli (+15)

Anteprima Juventus-Napoli (+15)

Eccoci qua! Serata di gloria allo Stadium, una di quelle partite, la più importante di questa stagione prima della prossima di mercoledì ça va sans dire, che in passato avremmo aspettato con trepidazione e oggi con semplice orrore. Il ricordo della maradoniana manita de dios di pochi mesi fa è ancora stampato sulle nostre facce e a poco servono a rassicurarci i proclami dei nostri, non si vince a chiacchiere e la Juve vista nelle ultime partite è da scena muta.

Una serata che arriva a chiudere una settimana di importanza cruciale per la rinascita del calcio italiano, in cui ci viene insegnato che la divina sportiva giustizia può miracolosamente agire a dispetto dell’umano vincolo delle norme e a tal scopo inventarsi procedure, in cui abbiamo riscoperto il valore del penitenziagite in diretta televisiva a nostre spese sui TG e in cui abbiamo avuto il raro privilegio di assistere devoti all’illuminato tocco della grazia Gravina a donare sollievo alle umili spalle di un martire sfiancato dal peso della lotta al razzismo.
L’ideale chiusura di una settimana sacra come questa non potrebbe essere che il trionfo celeste del verbo del belgiuochismo, finalmente vittorioso nella mistica epica dell’infinita battaglia contro le oscure forze demoniache che per troppo tempo hanno infestato la sacra dimora del nostro calcio, finalmente liberato dal giogo satanico e tornato nella sua resurrezione a dettare le tavole delle leggi in ogni competizione europea.

Dovremo quindi anche noi eretici inginocchiarci invocando un salvifico perdono, oppure potremo orficamente vincere il bel canto della sirena Partenope e per questo vederla abbandonarsi disperata e morente sulle rive del Sebeto? Ma il nome di Orfeo ricorda troppo da presso quelle dinastie circensi contro le quali il cortomusismo allegriano si batte, c’è solo da sperare in qualche rimasuglio di sortilegio luciferino che ci permetta di sfangarla almeno nel risultato, pur sapendo che ciò non ci salverà dal nostro inarrestabile precipitare negli inferi.

Anche stasera Pogba gioca la prossima ed è sicuramente un bene: i pochi minuti all’Estádio José de Alvalade ci hanno permesso di ammirare la splendida effigie neoclassica di un marmoreo atleta, col semplice difetto di sembrare altrettanto solido e mobile di un busto del Pincio. Non dovrebbe essere della partita pur convocato anche Bremer, aprendo una corsa alla successione che vede coinvolti Gatti, che da centrale nei tre non ci ha praticamente mai giocato; Bonucci, che sarebbe il suo ruolo ma non vede il campo praticamente dal rigore in finale agli Europei; e Rugani che sappiamo esserci ancora solo perché lo vediamo esultare dalla panchina in quei rari momenti di casuale felicità. Sicurezze, insomma.
Se a centrocampo le posizioni sembrano ormai consolidate, altri dubbi ci sono nella linea offensiva, con Di Maria che riposa, Kostić che dovrebbe, Chiesa che ne avrebbe bisogno e Vlahović che sarebbe meglio lo facesse.

Maccs era talmente incerto che i convocati sono usciti dopo pranzo, la formazione la farà direttamente mentre consegna la distinta tipo io quando copiavo matematica prima di entrare in classe, speriamo solo che i risultati siano gli stessi (avevo almeno il buon gusto di estorcere i quaderni da quelli più bravi, mentre lui tende ad evitare simili scherzi della natura), probabilmente attanagliato dal solito atroce dubbio: è meglio non giocare stasera o non farlo mercoledì (ci vorrebbe qualcuno che gli spiegasse che tanto la differenza non si vede)?
Una sconfitta potrebbe riavvicinare le altre pretendenti ai posti Champions, anche senza considerare le future penalizzazioni, quindi l’obiettivo sarà quello di andare per il pari rischiando il meno possibile così da rosicchiare un punticino alla Lazio e tenere almeno un po’ a bada le milanesi e la Roma, mentre mercoledì ci si gioca la speranza di alzare un trofeo e ci sarà bisogno di tutti quelli in grado di improvvisare una partita demmerda. Spoiler: ne perdiamo due di fila.

Il Napoli arriva a Torino senza Mario Rui (ennesimo esempio di come uno scarto di giocatore riesca a sembrare il fenomeno di turno se traviato dalle parole di un tecnico, perfino se supercazzolante come Spalletti), Politano e il Cholito Simeone, con Osimhen ancora a scartamento ridotto e Rrahmani recuperato sul filo di lana. Ma non illudiamoci, nel recente passato si sono già presentati con dieci riserve e ce le hanno suonate comunque a gloria.

Juve in campo con:
Szczęsny; Gatti, Bonucci, Danilo; Cuadrado, Fagioli, Locatelli, Rabiot, Kostić; Milik, Vlahović.
Risponde il Napoli con:
Meret; Di Lorenzo, Juan Jesus, Kim, Olivera; Lobotka, Anguissa; Lozano, Zielinski, Kvaratshkelia; Osimhen.

Sono ateo, quindi niente settimana santa. Posso comunque evitare la domenica de passione?
Certamente, grandissimo (aoh!) palinsesto a tinte bianconere in serata.
Su La7 alle 21.15 c’è il Processo di Norimberga, regia di Torsello & Sandulli, cronaca fedele di un atto catartico di giudizio e conseguente rinascita dell’umanità.
Altrimenti su TV8 alle 21.30 c’è Honest Thief, ritratto di un rispettabile cartonese qualsiasi.
Su 20-Venti, alle 21.04, c’è Operation U.N.C.L.E. (Una Nuova Continassa Libera ed Emendata), dove tra microspie e agenti segreti ripercorreremo l’indagine che ha inchiodato la dirigenza spazzando il marciume bianconero.
Per i nostalgici, su Twentyseven poco dopo le 20 il ricordo dei bei tempi che furono con Stardust.